Riflessioni sul Torneo di Treviso

Lo scorso weekend abbiamo partecipato per il terzo anno consecutivo al torneo di basket unificato Città di Treviso: come ogni anno ci siamo divertiti moltissimo, abbiamo incontrato vecchi e nuovi amici e, soprattutto, abbiamo giocato a basket.
Ci sono tante cose che vorrei dire (i ringraziamenti li lascio a fine post), ma mi limito ad un episodio che credo spieghi molto di ciò che rappresenta per me la nostra attività.
Sabato pomeriggio, durante una gara di Torneo, chiamo un cambio per Stefano, un nostro giocatore molto forte, e lo apostrofo con una certa veemenza (niente di che, a dire il vero, a parte un tono della voce un po’ sostenuto e occhi di “bragia”), perché, per l’ennesima volta, si stava preoccupando solo di fare canestro, mettendo in grossa difficoltà tutta la squadra, perché poi non rientrava in difesa.
Gli spiego, sempre con una certa veemenza, che per noi è molto importante ma che, se non avesse cominciato a giocare per la squadra, sarebbe rimasto a sedere in panchina per il resto della gara (non eravamo nemmeno a metà).
A questo punto un signore nel pubblico mi chiama e, molto educatamente, mi fa notare che la scena vista da fuori non è stata molto bella, perché non si rimprovera così un ragazzo con “delle difficoltà”.
E’ un’osservazione legittima, che chi allena basket unificato si sente fare spesso.
Ne approfitto per un’altrettanto educata replica, che il signore comprende ed alla fine condivide.
Quando alleniamo i nostri ragazzi cerchiamo di aiutarli a rendere al meglio delle loro possibilità e a migliorare nei limiti del possibile, modulando la comunicazione a seconda di chi abbiamo davanti: se mi arrabbiassi, per esempio, con un ragazzo senza braccia perché non afferra la palla con le mani, farei una cosa inutile e soprattutto stupida.
Se invece mi arrabbio con un giocatore molto forte, che quel rimprovero è in grado di capirlo e di utilizzarlo per fare meglio in campo, allora ALLENO.
Pensare che il basket unificato sia solo carezze, abbracci, risate, una dimensione a parte in cui vale tutto, perché i ragazzi fanno tanta tenerezza, per me è una barriera.
Aiutarli a stare in campo per far vedere di cosa sono capaci e non quali siano limiti e difficoltà, spesso già evidenti, significa, al contrario, cercare di abbattere, o quantomeno limare, quelle barriere.
L’integrazione passa inevitabilmente per l’accoglienza di quella che è la persona, senza fare sconti pietistici laddove ci sia una possibilità di insegnare qualcosa che possa migliorare la qualità della vita.
Non chiediamo ai nostri ragazzi l’impossibile, cerchiamo di aiutarli a spingersi al limite di ciò che è possibile per loro.
E poi sì, ci sono anche carezze, abbracci, risate, una sportività che lascia eventuali piccoli screzi esclusivamente al campo e che a fine gara si trasforma in una foto insieme, vincitori e vinti.
Questo spirito lo respiriamo pienamente a Treviso e per questo ringrazio Andrea e Valter e tutti quelli che hanno contribuito all’impeccabile organizzazione.
Grazie al gentilissimo staff del Titian Inn per l’accoglienza, alle ragazze della Nazionale per la bella sorpresa e a tutte le squadre, soprattutto alla mia .
Vorrei scusarmi con i ragazzi di Lazise per il piccolo screzio che abbiamo avuto (a volte il regolamento mette in difficoltà anche noi…), l’anno prossimo ci faremo perdonare!
Per ultimo ringrazio Leo e Mauro, due amici su cui posso contare sempre.
Chiudo con un pensiero: anche questo Torneo l’ho condiviso con mia figlia Sofia. Domenica pomeriggio, dopo una giornata stremante, ci siamo seduti su un marciapiede di Piazza dei Signori, durante la finale, e lei si è addormentata sulle mie ginocchia. In quel momento mi sono sentito assolutamente felice.

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IL VIDEO CHE HA COMMOSSO IL WEB!

Torneo di Pesaro, 14 aprile 2019

Due parole sul torneo di Pesaro che abbiamo giocato domenica scorsa.
Innanzitutto grazie a Roberto Pompucci e Rhinos Fly per l’organizzazione, siamo stati benissimo e ci siamo divertiti.
Ci sono alcune cose che mi hanno colpito particolarmente:
– vorrei fare i complimenti a Giorgio Vagnini e ai Misano Pirates U14 e U15 che hanno giocato con noi, con una sensibilità ed una capacità di calarsi nel contesto non scontate in ragazzi così giovani.
– I volontari del Centro Socio Culturale Novecento sono stati di una gentilezza rara nell’accoglierci e nel prepararci il pranzo, che tra l’altro era ottimo. A fine pranzo ho preso due digestivi, la signora al bar mi dice: «Sono 4€».
E io «No, sono 5, 2.50€ l’uno».
E lei «Ve ne ho messo di meno, perché avete voluto il bicchiere piccolo, 4 vanno benissimo».
Cortesia d’altri tempi, che mi auguro possa tornare presto di moda anche in questi, di tempi.
– Mia figlia Sofia, 10 anni, che in campo dava indicazioni ai ragazzi: «Luca, tu che sei alto vai a saltare! Stefano, ha detto mio babbo che devi marcare quello, non lui!». Mi ha fatto ridere e condividere è bellissimo.
– Quanto al campo, il momento clou lo abbiamo vissuto nell’ultima partita. Si giocavano 4 quarti da 5′ senza fermare il cronometro: essendo in vantaggio e in controllo, decido di mandare in campo un quintetto di soli Special (il regolamento consentiva il 3 + 2 allenatori, ma noi avevamo giocato fin lì 4 + 1 allenatore).
Prima azione: superano la metà campo in tre passaggi, tre passaggi anche nella metà campo offensiva, canestro. Seconda e terza azione uguale, sempre canestro. 
Avevo dato due sole indicazioni, passatevi la palla e portatela dal centro senza chiudervi sui lati, il resto lo hanno fatto loro senza che né io, né Stefano, né Leonardo Tocco, fossimo in campo.
Hanno giocato meglio senza di noi, sono soddisfazioni grosse (non è consentita nei commenti ironia tipo «si vede che siete scarsi»…).
BUONA PASQUA A TUTTI!

SPECIAL FIGU 2019

Ed eccoci pronti all'azione con le nostre divise nuove fiammanti!

Posted by Special Crabs Terranova on Thursday, January 10, 2019

LE DIVISE NUOVE by TERRANOVA