Ultime dal campo
Foto di coach Stefano e dello “Special Crab onorario” Cece.
Vodpod videos no longer available.
Un logo tutto nostro!
Negli ultimi mesi ho cominciato ad avvertire la necessità di avere un logo che caratterizzasse in maniera precisa la nostra attività. Un simbolo per dare un’identità a tutto ciò che riguarda gli Special Crabs, dal blog alle nuove magliette che in primavera consegneremo ai ragazzi ed allo staff. Lo scoglio da oltrepassare era sempre il solito: i soldi. Un designer professionista può chiedere qualche centinaia, fino a migliaia, di euro ed è giusto che sia così per un lavoro ben fatto.
Per fortuna, come cantavano i Beatles, «I can find a little help from my friends…»: il mio fraterno amico Andrea, che da anni segue con attenzione la nostra attività, al punto da aver partecipato in veste di assistente ad alcuni allenamenti, si è offerto di occuparsi della cosa, coinvolgendo le colleghe ed amiche Cristiana, Francesca e Martina (www.flyersadv.com, www.flyers.com) che hanno così cominciato a lavorare al progetto creativo con grande entusiasmo Lo straordinario risultato (ancora provvisorio nei dettagli, ma perfettamente centrato nella sostanza) potete apprezzarlo coi vostri occhi. Grazie ad Andrea, Cristiana, Francesca e Martina, Special Crabs a pieno titolo!
Anno nuovo…
… blog nuovo!
Avevo voglia di cominciare il 2010 con qualche (piccola) novità e così nuova veste grafica e, soprattutto, nuovo dominio.
Il complicato e difficile da memorizzare “specialcrabs.wordpress.com” ha lasciato spazio al più pratico “specialcrabs.com”, nella speranza di non dover fare più lo spelling e di essere più facilmente raggiungibili.
E lunedì ripartono gli allenamenti. BUON ANNO!
Intervista a Lorenzo Gandolfi
Anche se non ha attinenza immediata con i contenuti di questo sito, ho deciso di pubblicare un’intervista a Lorenzo “Lollo” Gandolfi, responsabile del settore giovanile del Basket Rimini, apparsa sul blog di Andrea Schiavi. Lollo racconta la propria esperienza, ponendo in particolare l’accento sugli elementi educativi del lavoro di allenatore e confermando implicitamente uno dei massimi valori che, a parer mio, lo sport possa insegnare: attraverso il gioco è possibile imparare ad accettare e a rispettare le regole del gruppo, addirittura divertendosi. In un momento storico in cui le istituzioni educative convenzionali – dalla famiglia alla scuola – vedono fortemente indebolito il proprio impatto nella vita dei ragazzi, le società sportive rappresentano a tutti gli effetti delle micro-comunità all’interno delle quali si diventa uomini. Buona lettura.
D: Cosa significa per te costruire un buon settore giovanile?
R: Costruire una “casa” dove tutti, dai ragazzi agli allenatori, si sentano a loro agio e si sentano soprattutto coinvolti in prima persona. Questo indipendentemente dal livello.
D: Che cosa non può assolutamente mancare per avere un buon settore giovanile?
R: La programmazione e l’organizzazione del lavoro attraverso l’ottimizzazione delle persone e del tempo.
D: Quali aspetti tecnici prediligi nel tuo modo d’insegnare la pallacanestro ai giovani atleti del tuo settore giovanile?
R: Arrivare alla conoscenza del gioco attraverso l’uso dei fondamentali. Ripetizione del gesto con difficoltà sempre diverse.
D: Come riesci a far capire ai tuoi giocatori l’importanza di allenarsi sempre al massimo, di diventare ottimi atleti prima che buoni giocatori, l’importanza di una dieta specifica…?
R: Mi piace creare buone abitudini. Le cattive abitudini sono la prima cosa che cerco di eliminare nei nuovi gruppi o nei nuovi ragazzi. Esiste un momento per ogni cosa. Forse il fatto di avere ragazzi in foresteria con molta “fame” contagia gli altri. Fondamentale la completa sintonia col preparatore atletico. Anni fa la presenza del preparatore in palestra era motivo di malumore oggi invece si divertono.
Leggi il resto di questa voce


